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Un pioggia azzurra

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Una pioggia leggero-azzurra , la mano tesa a ciò che fui. Una cicatrice che non pulsa più: sorride umida al suono di Pan. Lontano,  si danzano danze iniziatiche, ormai sfocati i ricordi della mia schiavitù. ____ Testo - inedito 2026 - di Sergio Daniele Donati

(Redazione) - "Il piccolo prodigio" - a proposito di "D’amore, chiodi e silenzi" (Puntoacapo Editrice, 2025) di Michele Carniel - nota critica di Sergio Daniele Donati

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  D’amore, chiodi e silenzi (Puntoacapo Editrice, 2025) di Michele Carniel è senza dubbio una delle raccolte più intense, necessarie e commoventi apparse in Italia negli ultimi anni. E, dicendolo, sono ben cosciente di uscire dai crismi accademici di una recensione asettica per entrare in “giudizio epiteliale e personale” che però non è, a mio avviso, privo di valore perché richiama ad un rapporto, forse più diritto (e diretto), con la poesia che proprio la lettura di questa raccolta mi ha ri-donato. Michele Carniel, classe 1978, san donatese (del Piave) doc, già autore di prove notevoli come Tra il Piave e la luna e La strategia del respiro , qui raggiunge una maturità poetica impressionante, consegna ndo al lettore, quasi fosse un testamento, un libro compatto, viscerale, quasi insostenibile per la sua bellezza dolente, eppure impossibile da abbandonare. Il titolo stesso – tre parole semplici, tre lame – racchiude il cuore pulsante dell’intera silloge: l’amore come ferita ...

(Redazione) - “La materia inquieta del verso” - a proposito di "Dissolvenze e sussurri" (La Valle del Tempo, 2025) di Antonio Spagnuolo - nota critica di Sergio Daniele Donati

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La poesia di Antonio Spagnuolo richiede una lettura ravvicinata, interna, e non solo per la lunga militanza poetica e per il peso indiscutibile dell’autore nel panorama contemporaneo. Ciò avviene soprattutto  perché a livello di tessitura poetica la sua scrittura si presenta come una materia mobile (e nobile), densa, attraversata da vibrazioni che trasformano ogni immagine in un processo. Con Dissolvenze e sussurri (La Valle del Tempo, 2025) il poeta costruisce un organismo espressivo in cui colore, corpo e memoria agiscono come forze dinamiche, capaci di generare continui slittamenti sinestetici percettivi. Il verso si muove, stratifica, apre varchi, e la parola diventa un luogo di trasformazione; pertanto, la lettura deve seguire la logica interna di queste metamorfosi, anzi forse dell’idea di metamorfosi stessa. Fin dalle prime pagine, la direzione del libro si chiarisce attraverso l’immagine di cui al verso « Affonda nel cobalto ogni idea » in Bluesky/word (p. 9), dove il co...

(Redazione) - Dissolvenze - 51 - Triangle of Sadness* (欲望的几何**)

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  di Arianna Bonino Jan Peter Tripp, litografia "E l'abito nero con i pizzi sfarzosi non si vedeva su di lei; era solo una cornice, e si vedeva lei soltanto, semplice, naturale, elegante e insieme allegra e vibrante. [...] Anna sorrideva, e il sorriso si comunicava ai suoi occhi. [...] Le sue sopracciglia, nere e folte, erano unite da una linea sottile che conferiva al suo viso un carattere particolare, quasi fiero.” Quella leggera sinofria rivela il temperamento passionale, forse anche il destino drammatico di Anna Karenina, se Tolstoj decide di farvi cenno nel suo immortale romanzo. Ma le sopracciglia – che sia un visone o altra bestiola a rievocarne la setosa e selvatica irrequietezza - non sono solo quelle di Anna. Si pensi alla libertà indomabile di quelle di Fermina Daza, che Gabriel Garcia Marquez descrive così: "Le sue sopracciglia, lunghe e curve come ali di rondine, davano al suo sguardo una fierezza che la faceva apparire più adulta della sua età." E quell...

(Redazione) - "Screenshots come reliquie" - a proposito di "Lui" (Connessioni Ed., 2025) di Viviana Viviani - nota critica di Sergio Daniele Donati

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C’è un’intimità che nasce solo negli spazi stretti: tra un messaggio e l’altro, tra un accesso e un silenzio, tra una foto inviata e una trattenuta.  Lui (Connessioni Ed., collana “Scavi Urbani” - diretta da Matteo Fais ) di Viviana Viviani vive esattamente lì, in quella zona di confine dove la parola digitale diventa carne e la carne diventa attesa.  Il libro procede per frammenti numerati, ma non per fratture: ogni numero è quindi un battito, un impulso, un piccolo cedimento.  La protagonista parla come si parla quando si è soli davanti a uno schermo che sembra ascoltare più di chiunque altro.  Viviana Viviani ha una capacità rara: rendere poetico ciò che normalmente consideriamo banale.  Un profilo vuoto diventa una stanza illuminata, un meme sull’ansia diventa un presagio, un cuore blu inviato al mattino cambia la temperatura del giorno.  La lingua è in questa raccolta volutamente semplice, in rifiuto di ogni forma di lirismo posticcio, ma si tratta ...

(Redazione) - Fisiologia dei significati in poesia - 21 - Analitica in poesia: in che senso?

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  di Giansalvo Pio Fortunato Raccogliere l’eredità di un atteggiamento analitico in poesia è sfida non da poco. Soprattutto perché sempre più impellente è la richiesta di chiarificazione rispetto ad elementi che, in una loro certa accezione, sembrano affidarsi ad un trasporto da significato comune ed invece, in una prospettiva analitica , possono condurre a dei deragliamenti, che privano di riferimenti: latitano nelle manovre effettive di abbordaggio.  Si può certamente ritenere che sia questo un sovra-pensiero, un tentativo maldestro di delimitare un campo di autorità rispetto a delle tematiche.  Si può parlare addirittura di tentativi da assolutismo visuale.  Nulla di tutto questo, tuttavia, è manifestato all’interno di un atteggiamento analitico in poesia o all’interno di una fruttifica relazione con la concettualizzazione auto-riflessiva sui tempi e sui modi della poesia. Questa uscita mensile è uscita d’appendice.  Uscita d’appendice – a mio parere – non me...