Scritture - in dialogo con Glenn Gould
scrittura esile/scrittura esule E forse sai anche tu, Glenn, che la follia risiede nei polpastrelli delle dita o in quella docile sensazione di freddo di chi impugna una penna, come arma contro il disordine che è regola del mondo. Il rigore, Glenn; il rigore è un mantra di cui dimentichiamo sempre qualche sillaba; ne recitiamo frammenti incompleti e orfani, come se ripetere all'infinito "io non ricordo più" potesse provocare in noi il miracolo della memoria. E le tue note, Glenn, le tue note, e le mie parole sono fiocchi di neve al sole. Lo sai bene tu; lo so bene io, che canto da sempre l'assenza del canto, la voce roca, la balbuzie cristallina di un rigurgito neonato. Abbiamo entrambi, Glenn, abbiamo entrambi cucito l'abito di un rigore teutonico sulla follia dei nostri reflussi acidi, e placcato d'oro l'incapacità di dirsi oltre l'oltre, al di là dell' aldilà. Eppure, Glenn, al di là dell' aldilà esiste sola e inconta...