(Redazione) - Voci dall'Umanesimo-Rinascimento - 12 - De Sanctis, Poliziano e la Fabula di Orfeo (seconda parte)
Di Gianni Antonio Palumbo Siamo partiti, nella prima puntata di questo dittico della nostra rubrica, dal giudizio riduttivo in merito alla Fabula di Orfeo espresso nella Storia della letteratura italiana di Francesco De Sanctis. Il critico irpino parlava di un “un mondo mobile e superficiale, a celeri apparizioni”, un “bel mondo dell’arte” che sfociava nella più sfrenata ebbrezza dei sensi, ma finiva col restare indecifrabile al pari del suo protagonista. Pari a una “lieve apparizione, ondeggiante tra’ più delicati profumi”, Orfeo gli parve più sfuggente della stessa Euridice, fugitive par excellence della letteratura occidentale . Nello stroncare in modo reciso tale opera, De Sanctis consegnava alla storia letteraria forse le pagine più belle che sulla fabula polizianesca siano state scritte. Nell’atto di negarlo, finiva col rivelarne il fascino profondo: “le passioni sono emozioni, gli avvenimenti sono apparizioni, i personaggi sono ombre; la vita danza e canta, e non si ferm...