Post

(Redazione) - Voci dall'Umanesimo-Rinascimento - 11 - Giovanni Pontano e la grandezza d’animo.

Immagine
  Di Gianni Antonio Palumbo In attesa di tornare sulla Fabula di Orfeo di Agnolo Poliziano e concludere la nostra analisi sulla distanza tra la – pur bellissima – lettura di De Sanctis e l’effettiva polisemia dell’opera dello scrittore di Montepulciano, l’occasione della presentazione per il Centro studi Giovan Battista della Porta del libro curato dal professor Tateo, il De magnanimitate di Giovanni Pontano, ci induce ad affrontare un tema affascinante e di grande attualità, veicolato dalla trattatistica filosofica quattrocentesca. Una ghiotta occasione, per noi, di ritornare su uno degli autori più importanti del secolo XV, per il quale rinviamo alla prima trattazione che abbiamo fatto per “Le parole di Fedro”, disponibile al seguente link . Più precisamente il volume ha per titolo Giovanni Pontano, De magnanimitate. La grandezza d’animo per Andrea Matto Acquaviva , testo, traduzione e commenti a cura di Francesco Tateo. è stato edito da Congedo nel 2025 in una collana scelta no...

L'angelo stanco

Immagine
  Quadro di Vladimir Lubarov Poesia ispirata a un quadro di Vladimir Lubarov Portava un angelo sulle spalle; un angelo stanco di stare a guardia dell'indicibile. Portava un angelo sulle spalle; e con lo sguardo sfiorava delicato una terra gelata e senza suono. Tutto era silenzio; tutto era silenzio eccetto il battito; tutto era silenzio eccetto il battito del cuore di un angelo stanco. ________ Testo  - inedito 2026 -  di Sergio Daniele Donati

(Redazione) - Specchi e labirinti - 38 - A PROPOSITO DI “JACOPO. POESIE 1994-2025” DI UMBERTO PIERSANTI (EDIZIONI INTERNO POESIA)

Immagine
  di Paola Deplano Mi ha sempre affascinato il fatto che Dante immaginasse nello stesso luogo infernale – nel settimo canto dell’ Inferno , per l’esattezza – gli avari e i prodighi, due schiere di dannati che di primo acchito sembrerebbero incarnare peccati opposti, ma in realtà sono due facce della stessa medaglia: l’incapacità di avere un rapporto equilibrato col denaro. Del resto, tutta l’opera dell’Alighieri va avanti ad ossimori (“Vergine madre, figlia del tuo figlio”) e a punizioni da reazione uguale e contraria (il famoso “contrappasso”). Non mi spingo oltre a parlare di Dante, non ne ho abbastanza contezza, ma mi viene in mente questa suggestione degli avari e dei prodighi ogni qualvolta, nello stesso inferno quotidiano, vedo convivere un figlio autistico non verbale e un padre poeta, maestro delle parole. Sappiamo tutti che, prima ancora di venire al mondo nella realtà, i figli nascono nella mente e nei desideri dei genitori e un padre poeta senz’altro immagina di poter t...

(Redazione) - A proposito di Terra nullius (Anterem ed., 2026) di Doris Emilia Bragagnini - nota critica di Sergio Daniele Donati

Immagine
  Terra nullius (Anterem ed., 2026) di Doris Emilia Bragagnini si presenta come un territorio poetico da attraversare più che da descrivere, una geografia interiore che non si lascia cartografare, nel perimetrare, ma che si rivela per stratificazioni, per gocciolii, per affioramenti intermittenti. Siamo più vicini al piano poetico dell’intuizione che della illuminazione totale dell’oggetto, quindi. La definizione che accompagna il volume — « Terra nullius: la terra di nessuno. La terra dell'assenza e del vuoto. Dell'inconscio e dell'abbandono. E della libertà. » — non costituisce un semplice apparato paratestuale, ma diviene per il lettore, a ben vedere, una dichiarazione di poetica che indica che il vuoto non è privazione, bensì condizione generativa. Ci dice anche – e soprattutto – che l’assenza non è mancanza, ma spazio di possibilità; che la parola, per nascere, deve attraversare il silenzio. La bella nota critica di Laura Caccia che chiude il libro conferma questa tr...

(Redazione) - Poesie inedite di Marco Candela - nota critica di Sergio Daniele Donati

Immagine
  Sei testi inediti, brevi e intensi, firmati da Marco Candela. Non formano una raccolta organica, ma un blocco compatto di voce poetica matura, originale e profondamente coinvolgente. Il centro di gravità è uno solo: la cura di sé come atto quotidiano, luminoso e necessario, capace di trasformare la vita di tutti i giorni in poesia viva, autentica e irresistibile. In E lettroshockterapia il tono è cinico e lucidissimo, ma anche straordinariamente efficace: la sala d’attesa, il paziente che si autodiagnostica, il farmacista che “spaccia” il principio attivo. In pochi versi Candela smonta con maestria l’intero meccanismo della psichiatria contemporanea e lo rende insieme tragico, grottesco e memorabile. Una vera botta di poesia. La luna e i gusci vuoti cambia registro con eleganza e leggerezza: la luna che esce dall’uovo come pulcino o come frittata è un’immagine gustosa, fresca, piena di ironia tenera. Sembra un gioco, eppure nasconde una frecciata dolcissima sulla poesia stess...

(Redazione) - “Approdi” - nota critica a L’Atalante di Stefano Raimondi (Valigerosse Editore, 2024) di Sergio Daniele Donati

Immagine
L’Atalante di Stefano Raimondi, edito da Valigerosse nel 2024, chiude con la maturità di un approdo necessario la Trilogia dell’abbandono , avviata vent’anni prima e proseguita attraverso Per restare fedeli e Il cane di Giacometti. Il titolo, tratto dal film di Jean Vigo del 1934, non rappresenta mera citazione ornamentale ma vera e propria bussola lirica: la chiatta sulla Senna, il bacio subacqueo che rivela l’amato, il ritorno promesso eppure sempre differito diventano la grammatica stessa della raccolta. L’acqua non è sfondo né metafora accessoria; è sostanza, respiro trattenuto, perdono fisico, promessa stretta come salvagente contro la deriva del silenzio. Fin dal prologo – Anche le parole aprono i loro cerchi per tenere – si annuncia il gesto centrale del libro: le parole non descrivono, tengono , resistono, si fanno corpo contro l’affanno. Da qui si dipana un discorso che trasforma l’abbandono della trilogia in immersione feconda, in fiducia verso i fondali della vita. Il le...