Battiti
Cercavo un'apertura, un varco di giada nella dittatura della parola, un dire che dicesse (senza dirlo) del desiderio di non dire più. Poi tornavo agli alfabeti nascosti, alle conte dei respiri, ai computi ossessivi degli incagli e dei luoghi in cui la parola si fa canto di sirena per un Odisseo inesistente. Allora ero altrove, privato d'intenzione, e tu eri la compagna di un gioco eternamente bambino. Mi contavi i battiti di ciglia perché il mio cuore allora, lo sai, era inaccessibile anche a me stesso.